Tricocamera: cosa osserva e quali sono i suoi limiti
Share
La tricocamera ingrandisce cute e capelli e permette di documentare caratteristiche visibili che a occhio nudo sono difficili da confrontare. È utile nella consulenza cosmetica, ma non è uno strumento diagnostico autonomo.
Cosa possiamo osservare
- presenza visibile di sebo e residui;
- desquamazione e aspetto superficiale della cute;
- diametro e condizioni del fusto;
- distribuzione visiva dei capelli nell’area osservata;
- cambiamenti nel tempo usando zona, luce e ingrandimento comparabili.
Cosa non può stabilire
Non diagnostica alopecie, infezioni, psoriasi, dermatiti, carenze o problemi ormonali. Non sostituisce dermatoscopia medica, esami del sangue, biopsia o visita specialistica.
Come la utilizziamo
Le immagini vengono integrate con domande su lavaggi, styling, storia tecnica e sensazioni riferite. Da qui possiamo proporre una routine cosmetica e indicare quando i segni osservati richiedono il dermatologo.
Perché le fotografie di confronto devono essere coerenti
Luce, capelli bagnati o asciutti, inclinazione e riga possono far sembrare diversa la densità. Per questo il confronto va standardizzato e interpretato con prudenza.
Quando interrompiamo la consulenza cosmetica
Chiazze, dolore, infiammazione importante, pustole, secrezioni o caduta persistente non vanno gestiti soltanto con cosmetici: consigliamo una valutazione sanitaria.
Per orientarti puoi iniziare dal quiz Natura Tricologica. Il Test del Capello con consulenza offre un’osservazione cosmetica di cute e fusto: non formula diagnosi e non sostituisce una visita.
Approfondimento: American Academy of Dermatology, diagnosi della caduta.