Olio di argan per capelli: cosa fa davvero sul fusto
Share
L’olio di argan può migliorare lucentezza, scorrevolezza e sensazione di morbidezza sulle lunghezze. Non “nutre” biologicamente un capello dall’interno, non ripara in modo permanente le doppie punte e non agisce sulla causa della caduta.
Dove applicarlo
Inizia da medie lunghezze e punte. Sulla cute può risultare pesante o poco tollerato, soprattutto se è presente sebo abbondante, prurito o desquamazione.
Quanto usarne
La quantità dipende da diametro, densità e porosità. Capelli fini possono richiedere una quantità minima; capelli grossi, ricci o molto porosi possono tollerarne di più. Aggiungi sempre gradualmente.
Prima o dopo l’asciugatura?
Dipende dalla formula. Un prodotto cosmetico che contiene argan può essere progettato per l’umido, per l’asciutto o per entrambi. Segui l’etichetta e non presumere che un olio puro sia anche un termoprotettore.
Tre errori frequenti
- applicarne molto per compensare un capello danneggiato;
- usarlo al posto del conditioner quando la fibra ha bisogno di pettinabilità;
- metterlo sulla cute pensando che faccia ricrescere i capelli.
L’effetto migliore è cosmetico: superficie più uniforme, punte meno ruvide e maggiore controllo. Se la fibra continua a spezzarsi, occorre ridurre calore e trattamenti tecnici e tagliare progressivamente le parti compromesse.
Per mettere ordine nella routine puoi iniziare dal quiz Natura Tricologica. Per un’osservazione cosmetica più personalizzata è disponibile il Test del Capello con consulenza: non formula diagnosi e non sostituisce una visita.